VERDURE: CHI PIÚ NE HA, PIÚ NE BUTTA.

Può essere (l’illusione è il sale della vita 😑), che qualcuno di voi, almeno uno, dopo aver letto i nostri splendidi e commoventi post o articoli sullo spreco di frutta, si sia chiesto:

1 – Ma questi non hanno niente di meglio da fare?

2 – Ma io, non avevo niente di meglio da fare?

3 – Ma la verdura? Viene sprecata anche quella?

Bene, eccoci con le tanto agognate risposte: no, non abbiamo niente di meglio da fare e sì, viene sprecata anche la verdura! (Sulla seconda domanda, preferiamo non pronunciarci).

Passata la stagione estiva e autunnale, in cui abbiamo approfittato dei periodi di raccolta della frutta, prima del letargo invernale ci siamo dedicati alla ricerca e alla conoscenza del mondo delle verdure, esplorando le sue dinamiche e i suoi segreti.

Con non poca sorpresa, abbiamo scoperto che si tratta di due mondi molto diversi tra loro, uniti però da una piaga comune: lo spreco (ti pareva 😒).

Differenza numero 1 – Maturazione / Raccolta

Se, nel caso della frutta, la raccolta di ogni varietà viene fatta in blocco una volta arrivati al giusto grado di maturazione dell’intera piantagione, nel caso della verdura, la raccolta viene fatta in modo continuativo dall’inizio della produzione delle diverse piante, raccogliendo i prodotti più maturi di giorno in giorno e dando a quelli più indietro il tempo di arrivare a giusta maturazione.

Questo, ovviamente, lo si deve a mamma natura, che ha voluto che gli alberi da frutto andassero in produzione una sola volta all’anno, mentre insalate e ortaggi per tutta la durata della stagione (se non ci credete, chiedete a nonna papera).

Differenza numero 2: Deperibilità

Un’altra sostanziale differenza tra frutta e verdura, grande responsabile degli sprechi, è la deperibilità.

Se l’aspettativa di vita di un frutto staccato dalla pianta, mediamente, è di circa un mese (se opportunamente conservato in cella frigorifera), quella di un ortaggio, o peggio ancora di un insalata, è breve quasi quanto una mia dieta: una settimana al massimo.

Differenza numero 3: Difetti estetici

Rispetto a quanto succede per la frutta, la quantità di prodotti scartati per motivi solo estetici è tendenzialmente inferiore, questo principalmente per 3 motivi:

1- Il fatto di poter far maturare gli ortaggi secondo necessità, raccogliendoli solo quando hanno raggiunto la giusta dimensione, riduce le probabilità di avere prodotti con problemi di calibro destinati allo scarto.

2 – La conformazione delle piante (molto più piccole e basse degli alberi da frutto), le rende meno sensibili agli sfregamenti e ai danni estetici prodotti dal vento.

3 – Sempre grazie alle dimensioni ridotte, molte coltivazioni sono fatte in serra o comunque protette dacoperture artificiali che limitano quasi del tutto i danni causati da agenti atmosferici come grandine e compagnia bella.

 

 

Ma quindi come cavolo avviene lo SPRECO??

La variabile impazzita, causa degli sprechi più grandi e ancor più sconcertanti dei motivi estetici, sono i surplus di produzione, provocati per lo più dall’instabilità della domanda del mercato (in questo caso della grande distribuzione).

Per poter garantire un approvvigionamento quotidiano fisso e continuo alla grande distribuzione(se Esselunga chiama, madre natura risponde!), i produttori sono costretti a seminare sempre il numero massimo di prodotti disponibili pur non potendo prevedere quale sarà il quantitativo effettivamente ordinato e venduto durante la raccolta (considerate che gli ordini dei buyer delle grandi catene vengono fatti quotidianamente e sono definiti in base al venduto del giorno precedente, quindi praticamente impossibili da prevedere).

Questa imprevedibilità e continua oscillazione della domanda, insieme ad un problema di deperibilità della merce che impedisce lo stoccaggio di lunga durata, porta inevitabilmente i produttori ad avere molto spesso surplus di produzione.

In soldoni questo significa ritrovarsi campi pieni prodotti maturi e perfetti, senza nessuno a cui venderli. Impossibile pensare alla vendita diretta quando si tratta di questi quantitativi (vi sfido a trovare una sciura a cui rifilare 3 tonnellate di broccoli in un colpo solo). Ancor più impossibile pensare di spendere dei soldi per la raccolta (ore uomo e macchinari) quando sai già che non ci guadagnerai una lira.

Che si fa quindi? Semplice: si trincia!! 😳😳😳

Per la serie: “Strategie di problem solving 2.0” e “L’evoluzione del Minipimer: da piantagione a vellutata in 30 secondi”, ecco entrare in campo un bel trattore che trancia e trita tutto ciò che trova sulla sua strada.

Fatta tabula rasa, subito una nuova semina per essere pronti agli ordini della prossima settimana (sperando che siano più alti della precedente 😒)

Facile dire che tutto questo non ha senso, difficile pensare ad un’alternativa che permetta agli agricoltori di non dover distruggere i propri raccolti.

Noi ci si prova…🍀 stay tuned!