CHI SIAMO

Lui Luca, lei Camilla. Entrambi classe 1988. Si conoscono all’età di undici anni, in prima media.  Otto anni di convivenza forzata tra i banchi di scuola fino ad accorgersi solo all’ultimo che forse, a guardar bene, lui fa lo spaccone ma poi così scemo non è, lei se la tira tanto ma in fondo non ci crede neanche un po’.

Tempismo perfetto, come sempre: giusto il tempo di promettersi amore eterno in pieno stile Federico Moccia “Io e te tre metri sopra il cielo” che lui si iscrive all’università all’estero dando ufficialmente inizio alla saga “Io e te a minimo 400 km di distanza”.

E tra un “Vieni via con me” e uno “Scordatelo. Torna tu qui” sono passati 11 anni.

Lui determinato ed ambizioso, affascinato dai numeri (specie quelli scritti sulle banconote), dopo una laurea e un master in economia in giro per l’europa ottiene il meglio a cui possa aspirare: una carriera avviata nell’ headquarter di una delle più grosse multinazionali sul pianeta terra.

Lei, più affascinata dalle parole e dalle immagini che dai numeri (specie quelli scritti sulle banconote), dopo una laurea in lettere e storia del costume approda nel mondo dell’editoria e della pubblicità lavorando a progetti speciali legati al mondo del design italiano e internazionale.

Tutto è bene quel che finisce bene. E invece…

Ecco che torna il tempismo perfetto: nel preciso momento in cui il battito cardiaco dei rispettivi genitori inizia un ritmo regolare e tranquillo tipicamente conseguente al pensiero “li abbiamo sistemati”, i due si imbattono in un reportage pubblicato da National Geographic che illustra per filo e per segno le dimensioni e l’ impatto socio-economico dello spreco produttivo nel comparto agroalimentare.

Il concetto di spreco infastidisce entrambi, più per indole ed educazione che per idealismo, ma la cosa che li manda davvero in tilt è scoprire che gran parte di questo spreco viene generato solamente da canoni estetici definiti a tavolino dalla grande distribuzione e dunque del tutto “innaturali”, completamente slegati dall’effettiva qualità e sapore dei prodotti.

Mettici la testardaggine patologica di entrambi, l’incoscienza dei 28 anni, e quel tanto di presunzione per insaporire il tutto e la frittata – pardon, marmellata – è fatta:

L&C  _ “ Mamma, papà, ci siamo licenziati ”

m&p _ “ …..e come pensate di vivere?”

L&C  _  “ Vendendo la frutta bacata”

m&p _   “ …….… ”

“ ………. ”

“ ………. ”

Tranquilli, c’è ancora battito.