LA NOSTRA STORIA

Giugno 2017

Giugno 2017

LA SCINTILLA

Camilla e Luca dopo aver letto il reportage di National Geographic sugli sprechi della filiera agroalimentare, si licenziano e cominciano la loro ricerca sul campo per trovare una soluzione.

Gennaio 2018

Gennaio 2018

LA NASCITA

Nasce ufficialmente Bella Dentro, prima realtà in Italia che riduce alla radice gli sprechi ortofrutticoli causati dai canoni estetici e il loro impatto economico e sociale sui produttori.

Aprile 2018

Aprile 2018

APE BELLA DENTRO

L’Ape Bella Dentro inizia le sue tappe di sensibilizzazione e vendita in giro per Milano carica di frutta e verdura imperfetta acquistata ad un prezzo equo dalle aziende agricole di tutta Italia.

Agosto 2020

Agosto 2020

TRASFORMAZIONE

Nasce la linea di trasformati a marchio Bella Dentro. Succhi, conserve ed essiccati, ottenuti dalla frutta e verdura salvata dai campi, grazie alla partnership con L’Officina Cooperativa Sociale

Settembre 2020

Settembre 2020

IL PRIMO NEGOZIO

Apre a Milano il primo negozio Bella Dentro dove acquistare frutta e verdura fresca, tutti i prodotti trasformati a marchio Bella Dentro e approfondire le tematiche riguardanti gli sprechi e la filiera

LA NOSTRA STORIA

Bella Dentro nasce dall’idea di una coppia di fulminati, Camilla e Luca (entrambi classe 1988) che nel lontano 2017 si imbattono in un reportage di National Geographic che illustra le dimensioni e l’impatto socio-economico degli sprechi nella filiera agroalimentare, e decidono di mandare per aria le loro carriere (e la salute psico-fisica dei loro genitori) per iniziare a fare ricerca sul campo (letteralmente) e creare da zero una filiera ortofrutticola parallela a quella esistente, interamente incentrata sulla lotta allo spreco.

Il concetto di spreco infastidisce entrambi, più per indole ed educazione che per idealismo, ma la cosa che li manda davvero in tilt è scoprire, grazie al suddetto reportage, che gran parte di questo spreco viene generato solamente da canoni estetici e dimensionali insensati e del tutto “innaturali”, completamente slegati dall’effettiva qualità e sapore dei prodotti.

Mettici la testardaggine patologica di entrambi, l’incoscienza dei 28 anni, e quel tanto di presunzione per insaporire il tutto, e la frittata – pardon, marmellata – è fatta. Dopo essersi licenziati e aver trascorso mesi di studio e ricerca in giro per le campagne e le aziende agricole italiane, come operai volontari della raccolta o come “infiltrati” all’interno delle grandi cooperative o della grande distribuzione, a gennaio 2018 fondano ufficialmente Bella Dentro.

L’obiettivo (raggiunto!) è quello di ridare il giusto valore, sia ai prodotti ingiustamente scartati, che al lavoro dei produttori che fino ad oggi non si vedevano riconosciuto alcun compenso per questa merce non ammessa sul mercato della grande distribuzione, ritrovandosi costretti a lasciarla sul campo e sprecarla.

Il sistema è molto semplice (a parole!) comprare direttamente dalle aziende agricole di tutta Italia, solo la produzione “Bella Dentro” riconoscendo un prezzo equo, e poi cominciare a rivenderla così come è, nella sua meravigliosa “bruttezza”, a chiunque abbia voglia di fare un acquisto di buon senso, ad un prezzo ovviamente conveniente.

Come cominciare? Come combinare i pochi soldi e la necessità di capire in fretta se ci fosse davvero qualcuno disposto a comprare questi scherzi della natura? Come creare un progetto pilota  “agile” ed efficace?

Semplice: abbandonando completamente il concetto di comfort, sobrietà, credibilità, serietà e quel briciolo di pudore o orgoglio rimasto, decidendo di mettersi in prima persona a vendere frutta e verdura storta in giro per le strade di Milano su un baraccone traballante a tre ruote interamente ricoperto di erba finta. Ovvio.

Ed è così che è nato il più grande incubo dell’automobilista milanese del ventunesimo secolo: L’Ape Bella Dentro (agevoliamo diapositiva).

La poderosa Ape Bella Dentro

Fine della storia, o meglio, fine del primo capitolo. Un amante della sintesi avrebbe scritto “due pirla si sono licenziati per vendere frutta bacata su un Apecar”, sarebbe stato egualmente efficace, ma ogni volta che pronunciamo una frase simile un pezzo delle nostre madri muore.

Beh, ma quindi? È finita qui? Eh no gente! Il bello (dentro) deve ancora arrivare, anzi, pandemie permettendo, arriva proprio adesso!

Realizzato che l’idea funziona e ha del potenziale, è giunto il momento di fare le cose sul serio e pensare in grande. La vita da ambulanti è finita, e siamo pronti per una fissa dimora, a ottobre 2020 apre il PRIMO negozio Bella Dentro di Milano(gli haters diranno che ci siamo imborghesiti-ed è vero). Ma non è finita qui!

Per poter aumentare sempre più i volumi di frutta e verdura salvati/acquistati dai produttori (senza correre il rischio di sprecarli perché vanno a male prima di riuscire a venderli tutti) e aumentarne ulteriormente il valore non solo economico, ma anche etico-sociale, abbiamo avviato un laboratorio di trasformazione di frutta e verdura imperfetta insieme a quei “belli dentro” de L’Officina Coop Sociale di Codogno (sì, proprio quella Codogno), una meravigliosa realtà produttiva dedita alla formazione e all’impiego lavorativo di ragazzi affetti da autismo grave e ritardi cognitivi.

Da questo laboratorio uscirà la prima linea di prodotti Belli Dentro: marmellate, conserve, succhi e soprattutto…essiccati!! Dove trovarli? Nel nostro negozio, ovviamente ma anche sul nostro e-commerce e perché no, in qualche occasione speciale anche sull’Ape Bella Dentro! (Speravate che l’avessimo rottamata eh?!)

 

Voi siete una coppia nella vita e nel lavoro, com’è lavorare insieme?

Un incubo (con affetto parlando)

Come hanno reagito alla scelta i vostri genitori?

Lo chiamano TIA, (transient ischemic attack) si trattata di un attacco ischemico transitorio,un disturbo della funzione cerebrale che dura solitamente meno di 1 ora e deriva da un blocco temporaneo dell’afflusso di sangue al cervello. Ma pare sia comune dopo una certa età.

Vi siete mai pentiti della vostra scelta?

Da quando abbiamo cambiato vita arriviamo a fine giornata stanchi (più di prima) ma mai stufi (come prima). Vale come risposta?

Cosa consigliereste a un giovane che vuole fare il vostro stesso percorso?

Di non azzardarsi a dire a qualcuno che lo abbiamo ispirato noi.

Progetti per il futuro?

Avere un futuro.